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Gli occhi di Santa Lucia a Vico Equense per gli uomini di terra sono rappresentati dalle nocciole

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Uno straordinario, bellissimo e vitale esempio di quanto appena affermato riguarda alcune pratiche superstiziose relative al culto di Santa Lucia, venerata dalla Chiesa cattolica, in uso nella penisola sorrentina e nei Monti Lattari.

Lucia, protettrice della vista, è colei che porta la luce divina, l’iconografia la raffigura, infatti, con in mano un piattino dove sono riposti i suoi stessi occhi.

Per gli abitanti del territorio possedere i bulbi oculari della Santa è garanzia di massima tutela da ogni possibile sventura. Il potente amuleto ha dunque assunto nell’immaginario collettivo una duplice forma:
_per gli uomini che vivono di mare “l’Uocchio ‘e santa Lucia(1)” è l’opercolo calcareo madreperlaceo che il gasteropode marino Bolma rugosa usa per chiudere la conchiglia a scopo difensivo, l’oggetto munito di un gancio va portato sempre al collo;

_per quelli che vivono di terra l’occhio di Santa Lucia è la tonda e nutriente nocciola  la corykus avellana.

Ogni anno a Vico Equense nel giorno della vigilia di Santa Lucia, dal tetto della trecentesca e omonima cappella del borgo di Massaquano si tiene il tradizionale lancio delle nocciole.
I frutti, benedetti dal parroco, sono avidamente raccolti da numerosi fedeli che portandoli a casa si assicurano il benevolo sguardo della divinità sulle loro vite meravigliosamente ignoranti.

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